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Archive for dicembre 2010

Questa è una mail di auguri che ho ricevuto da Viviana e dalla sua Associazione Solal, gli auguri più belli da farsi, e vorrei ringraziarla e condividere con chi leggerà questo post questa piccola perla di saggezza e di speranza!

Ci sono anni importanti per tutti e altri che lo sono solo per te,

ricordi pubblici e altri privati che marcano un confine e dettano un’identità.

Ricordi quella volta che hai pedalato anche in discesa, ricordi quel mare e non un altro,

ricordi quella certa estate e quella volta che hai camminato di notte sotto la neve

e quel pomeriggio in cui non hai risposto al telefono e quel giorno in cui ti sei sentito pronto per ogni viaggio

e quell’anno in cui tanto hai viaggiato e quell’altro in cui hai voluto fermarti.

Ricordi tutte le feste finite male e tutte quelle che ti hanno fatto bene al cuore.

Ricordi i libri che hai letto e quelli che ti sei dimenticato.

Ricordi che un tempo ricordavi qualcosa che ora non sai più.

Gli auguri vogliamo farli pensando

ai vostri ricordi e ai nostri,

ai nostri sogni e ai vostri,

alla nostra comune voglia di futuro.

Auguri per un 2011 migliore per tutti e per ciascuno,

per un mondo almeno un po’ più giusto,

più creativo,

più allegro,

più colto,

più ospitale

per tutti quanti noi, nessuno escluso.

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E se il Natale è la festa dei bambini il capod’anno è quella dei ragazzi.
Io non l’ho mai sopportato tanto, quindi da quando sono mamma non sono più costretta a inventar balle per evitare inviti mondani, e posso stare a casa tranquilla a fare sto benedetto brindisi, quindi…
Beh, buona fine e buon inizio a tutti!

Un solo pensiero a chi maneggerà alcolici, droghe e fuochi d’artificio…. vogliatevi bene eh, anche se è festa, anzi, proprio perchè è festa….

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Prima di chiamarsi così veniva chiamata sindrome di Firenze, poi Stendhal si sentì male in Santa Croce, ne descrisse gli effetti e divenne la sua di sindrome, ma non sono poche le persone che vengono improvvisamente colpiti da tale disturbo.
La sindrome si può manifestare sul piano mentale alterando la percezione della realtà, dei suoni, dei colori, provoca anche panico, ansia e improvvisa depressione, e sul piano psicofisico, con tachicardia, sudore, tremori, dolori allo stomaco e confusione mentale.
Tutto questo può accadere di fronte a un quadro, o una statua o un monumento, in poche parole è come un’improvvisa “ciucca” da arte… non sarebbe fantastico se gli autori di tali opere potessero sapere quale reazione provoca la loro vista?
Inebriati da troppa bellezza, da troppa perfezione, soprafatti da tanta arte… quadri del Caravaggio, di Michelangelo, del Botticelli, di Leonardo, opere suddivise fra le Cappelle Medicee, il Palazzo Vecchio, Santa Croce e gli Uffizi, ecco come mai veniva chiamata la sindrome di Firenze, non è forse, fra le sindromi, quella più bella?
Tant’è vero che noi italiani ne sembriamo immuni, sono nord europei, americani, giapponesi a soffrirne, noi… ho imparato tutto questo da Voyager, una notte al museo, una bellissima puntata sull’arte segreta dei palazzi dei Medici, quella che da pubblico non ti farebbero mai vedere, con una chiacchierata sulla sindrome di Firenze. Giacobbo ha definito la nostra immunità a tale reazione di fronte all’arte per affinità elettive, sono stati i nostri antenati a farle e da sempre ci girano intorno, ma per un americano o per un giapponese… è tutta un’altra cosa.
Trovo che sia stato romantico Roberto Giacobbo a definire “Affinità elettiva” la nostra immunità, io l’avrei definita cecità, totale indifferenza per tutto ciò che potrebbe arricchirci veramente, nutrirci e aiutarci a capire quali scelte possono essere fattibili e quali dannose… Mi riferisco per esempio alle botteghe dove si imparavano i mestieri, allo stato e alla chiesa che incaricavano, stimolavano e pagavano, gli artisti per realizzare opere in grado di dar testimonianza della società intorno. Un pozzo di stimoli, di tesori e di grande civiltà che sembra essere stato chiuso e datato come remoto…
Dovremmo sentirci tutti quanti un po’ male di fronte alla primavera del Botticelli e non solo di fronte alle nuove veline……..
E se anche i nostri ministri fossero improvvisamente colti da tale sindrome invece di farsi rapire solo da quella del Re Mida………

E a proposito dell’arte di firenze e delle botteghe, ho finito di leggere Quattrocento e lo consiglio vivamente, un bell’intreccio fra presente e passato fiorentino, un romanzo che insegna senza annoiare, che ti prende quasi subito e che ho provato dispiacere nel finire!

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Ecco, sono passate le 22 e babbo natale è già in viaggio, quindi i bimbi a letto e gli adulti preparino la fetta di panettone e il bicchiere di spumante o vino per confortare il suo viaggio.
Com’è bello il natale per i bimbi… quando cresci arriva il disinganno e natale assume una forma diversa, poi se fai un bimbo… avrò ancora questo e il prossimo se mi va bene, ma già un suo compagno di classe gli dice che babbo natale sono i genitori, io lotto con le unghie e con i denti, ma otto anni non gliele racconti più così facilmente….
Beh, io ricordo l’emozione di quando a tre anni, la sera di vigilia i miei avevano la tv accesa e c’era Enzo Tortora in collegamento con la Lapponia, fecero vedere Babbo Natale, con la sua slitta e le sue renne, ed io, dopo aver fatto un salto, baciai sulla guancia il babbo e la mamma e corsi in camera, sotto le coperte, perchè Babbo Natale era partito!!!
Il natale è magico quando sei piccolo, (o la befana, dipende dall’età di quando sei stato piccolo) ed ogni bambino dovrebbe credere il più possibile in qualcosa di magico come un dispensatore di sorprese seduto su una slitta carica di doni per i bambini di tutto il mondo… Se solo fosse possibile trasportare la realtà nelle fiabe, o viceversa…Un buon Natale a tutti, e se posso concedermi una parentesi personale devo proprio ringraziare tutti i colleghi e amici di lavoro che mi hanno dimostrato un sacco di affetto per l’uscita della mia Ofelia!
Un grazie anche a chi realizzato questo e…
Insomma…
BUON NATALE!!

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Dubbi amletici

Per smorzare un po’ i toni condivido con voi una simpatica mail di riflessioni…
Dubbi “amletici”

· Ma se il mio capo si droga, io sono un tossico-dipendente ?

· Se lavorare fa bene, perché non lo lasciamo fare agli ammalati ?

· Le tende da sole .. soffrono di solitudine ?

· Per diventare necrofili ci vuole inclinazione o bisogna farsi le ossa ?

· Perché si chiama sala-parto se ha solo nuovi arrivi ?

· Nei film porno il protagonista e il montatore sono la stessa persona ?

· Se Garibaldi è partito da Quarto, chi erano i tre partiti prima di lui ?

· Vecchioni da ragazzo si chiamava Jovanotti ?

· Se la museruola si mette sul muso dove si mette la cazzuola ?

· Sono le pecore di Murano che producono la lana di vetro ?

· Ma in una banca del seme, cosa danno di interessi?

· La penisola è un isola a forma di pene ?

· GESTANTE è participio presente o preservativo imperfetto ?

· Visto che la luce viaggia più veloce del suono, sarà per questo che molte persone appaiono brillanti finché non le senti parlare ?

· Quelli che attaccano i cartelli “Chi tocca muore” muoiono tutti ?

· Perché “separato” si scrive tutto unito quando “tutto unito” si scrive separato?

· Perché “abbreviazione” è una parola cosi lunga?

· Perché i Kamikaze portano un casco?

· Da dove viene l’idea di sterilizzare l’ago della siringa che serve per l’iniezione letale ad un condannato a morte?

· Perché i negozi aperti 24 ore su 24 hanno la serratura?

· Voglio comprare un boomerang nuovo. Come faccio a sbarazzarmi di quello vecchio?

· Come si fa a sapere se una parola nel dizionario è scritta sbagliata?

· Genero in sardo si dice nuoro?

· Ma un donnaiolo incallito dove li ha i calli?

· Perché Noè non ha lasciato affogare quelle due zanzare?

· Quando producono un nuovo cibo per cani “più gustoso”, in realtà chi lo ha assaggiato?

· Perché il pane caldo si definisce fresco?

· Perché quando si è in ferie non si lavora, ma un giorno feriale è lavorativo?

· Se i gatti quando camminano vanno gattoni gattoni, i coyote come camminano?

· Per fare il grano duro ci vuole uno spaventapasseri a forma di donna?

· Se la Fabbrica Italiana Automobili Torino si chiama FIAT… se l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale si chiama INPS… se l’Unità Sanitaria Locale si chiama USL… Perche la Federazione Italiana Consorzi Agrari si chiama Federconsorzi?

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La violenza è proprio una delle sfaccettature incluse nel prezzo dell’essere umano, ma… Non dimentichiamoci di avere un cervello, due mani e la voglia che tutto possa procedere come lo scorrere di un fiume, con rapide, cascate e mulinelli, con pietre lisce e scivolose ma… sempre nella stessa direzione, il fiume non inverte il suo corso e non si confonde sul suo cammino o sul suo obiettivo, deve arrivare al mare e solo questo deve fare, ecco cosa dovremmo fare tutti quanti noi.
Ha ragione la Gelmini quando dice che le manifestazioni ci sono sempre state, 15 anni fa anche io occupavo la scuola e manifestavo in piazza, ma non c’erano mobilitazioni spaventose come oggi, studenti, lavoratori, precari, poliziotti, magistrati… tutti scontenti tranne una decina incollati alla poltrona.
Ha ragione Saviano quando propone di fare inchieste piuttosto che incendiare camionette, e in teoria potrebbe essere gente come lui o come la Gabbanelli che potrebbero risolvere le magagne della nostra classe politica, e a noi cosa spetta?
Isolare i violenti, non permettergli di infangare una protesta sana e spontanea, una protesta che forse per la prima volta potrebbe vedere studenti sfilare al fianco dei poliziotti, una protesta contro la nostra classe dirigente e non contro cassonetti e bancomat….
Il particolare che più può indignarmi è quella vergogna chiamata dal ministro Gasparri “arresto preventivo”. Si dice che fra le fila dei manifestanti possano esserci possibili assassini, che i tafferugli sono inevitabili, ma non si parla dei cortei pacifici, sopratutto non si dice che chi propone ciò è la stessa persona che non vuole mettere in carcere chi fa della lieve violenza sui minori…
Se esiete una lieve violenza per i bambini, esiste una lieve violenza per la classe politica? Mi indigno e mi sdegno, ma credo che comunque una volta toccato il fondo in teoria dovremmo rialzarci e ripartire da capo… giusto vero??
Comunque, ragazzi, non cadete nella trappola del fango, della generalizzazione e della violenza che rappresentano i media, il cervello è la nostra arma assoluta e piuttosto che lanciare un sanpietrino sedetevi tutti in terra senza intenzione di muovervi, tutti i santi giorni, prima o poi si metteranno a sedere anche i cordoni di sicurezza……..

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Da qualche anno a questa parte, ogni natale, si presenta un grosso dilemma: Simboli religiosi si, o simboli religiosi no? L’Italia è sempre più un paese multietnico… tanto da arrivare a dimenticare le proprie origini.
Anche io, nel mio piccolo, mi sono trovata coinvolta in una di queste discussioni quando il mio bimbo era all’asilo e mi sono trovata proprio in imbarazzo…
Già, si rinuncia ai simboli cattolici per non turbare le coscienze dei bambini musulmani.
Io da atea mi ritengo offesa che la mia coscienza non sia mai stata presa in considerazione, pur essendo sempre stata italiana! Già, nessuno mai si è preoccupato dei non credenti, e il crocifisso a scuola l’ho sempre visto, come sono stata sempre costretta a cantare canzoncine sulla nascita di Gesù sotto natale, e devo ammettere che questo non ha mai comportato grossi turbamenti nella mia crescita, in un paese a maggioranza cattolica ci si attiene alle usanze cattoliche.
Mi ritengo un po’ offesa ora, che di fronte a diverse religioni si è pronti ad accantonare le nostre tradizioni per non disturbare gli altri credo, voglio dire, perchè prima dei musulmani non ci siamo occupati degli atei o dei testimoni di Geova (che neanche lo festeggiano il natale)?
Mi vien da dire che se si toglie il crocifisso per non urtare la sensibilità di altre religioni ma non lo si è mai fatto per non turbare gli atei… beh, voglio il crocifisso allora, come ho sempre visto e come non mi ha mai disturbato!
E non solo, avrei anche un’altra proposta da fare, per evitare che persone sensibili possano essere toccate dall’argomento: ABBATTIAMO BABBO NATALE!
Si, il mio bimbo dai due ai quattro anni era letteralmente terrorizzato da Babbo Natale, quando passava una pubblicità in tv si tappava gli occhi e gridava:”Cambia mamma, cambia.” e quando gli chiedevano cosa avesse chiesto a Babbo Natale, lui, con le lacrime agli occhi, rispondeva che non voleva assolutamente che Babbo Natale andasse a trovarlo!
Già, questo ciccione barbone, che una notte entra di soppiatto in casa, non importa a far cosa, entra in casa di soppiatto, non gli andava proprio giù, e tutt’ora, che ha otto anni e ancora crede in lui, non vuole fare la letterina, e non l’ha mai fatta!
Quando ha fatto pace con la sua figura, accettandola come dispensatore di doni… beh, non ha mai voluto prendere troppa confidenza da fargli delle richieste, porti quel che vuole lui e basta, ecco come la pensa.
Quindi, se ci sono dei bambini terrorizzati da questo omone che furtivamente entra nelle nostre case… beh, allora per non turbarli potremmo anche abbattere la figura di babbo natale, così più nessuno ne sarà impressionato!!!

E la befana? Ammazza, è ancora più brutta di babbo natale, perchè non mettere al rogo anche lei? ……..

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