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Archive for novembre 2010

Ieri sera avevamo voglia di divano e nanna presto così abbiamo acceso la tv distrattamente convinti di spengerla dopo 10 minuti invece siamo incappati in un film… che ancora oggi mi gira in testa e nel cuore!
“Into the wild” è il titolo ed è popolato di attori da me non conosciuti.
E’ la storia di un ragazzo di 23 anni che dal west Virginia prende la sua macchina e decide di partire senza meta, intenzionato solamente a vivere.
Mi ha subito preso perchè uno dei miei desideri più reconditi è quello di attraversare la famosa route 66 che tanti libri e film ha fatto nascere, ma non credevo proprio potesse colpirmi così tanto…
Chris dopo poco abbandona la macchina e i suoi risparmi per dedicarsi totalmente all’avventura.
E’ bello, conoscerà una comunità di figli dei fiori, una comunità di coltivatori di grano, una coppia europea all’avventura come lui e un anziano signore che gli proporrà di essere adottato, ma lui era in cerca di nozioni per poter sopravvivere al suo vero sogno: l’Alaska.
Vuole sapere come si conserva la carne, vuole avere un paio di strumenti che possano aiutarlo e quando ha tutto parte.
Il film è diviso in capitoli e in flash back e la storia è appassionante, per lo meno lo è stata per me, che seguendo un piccolo tarlo ho lasciato la mia città per trasferirmi fra queste montagne… mi si chiudevano gli occhi e mi sono messa seduta per essere certa di seguirlo sino in fondo e poi… e poi mi sono arrabbiata da morire per un istante quando è finito…
Chris trova quello che definisce “The magic bus” un bus abbandonato fra le montagne dell’Alaska e lì vuole davvero raggiungere il suo sogno: staccarsi totalmente dalla civiltà così tanto abbrutita, rinunciare a ciò che viene definita carriera lavorativa e da tutto ciò che può essere un agio per l’uomo.
Ha qualche libro con sé, un macete, un fucile, due stagne per l’acqua e qualche vestito, oltre ad un piccolo quaderno e una penna.
Uccide un alce, segue gli insegnamenti sulla pulitura ( staccare la pelle e fare dei pezzi in un’ora, massimo due, per evitare che le mosce nidifichino al suo interno e prova a farla seccare ma… non sempre tutto va bene e la carne in breve si riempie di mosche e vermi. Nel suo taccuino sarà annotato come la tragedia più grande, uccidere un’alce per niente… poi i giorni passano, gli animali sembrano essere spariti e un piccolo libro di piante selvatiche dovrebbe riuscire a supplire la momentanea mancanza di proteine animali ma…
Quella natura tanto ricercata e tanto voluta fa si che si sbaglierà e raccoglierà una pianta velenosa al posto di una commestibile…
Continuavo a guardare le immagini che scorrevano piena di speranza nella pellicola, poi ho scoperto che è una storia vera raccontata dalla sorella…
Il bel Chris nel giro di una manciata di giorni deperisce, si indebolisce, non riesce più a stare in piedi, si trova persino di fronte ad un fantastico orso che lo scambia per uno strano animale da ignorare e…
Quando annota: “LA FELICITA’ E’ DAVVERO TALE SOLO SE CONDIVISA” ho compreso come sarebbe andata a finire… non si dovrebbero raccontare i film sino alla fine, ma questo mi ha talmente colpito che… beh, Chris rivede le persone magnifiche che ha conosciuto nel suo viaggio, rivede i suoi genitori e crede di essere di nuovo fra le loro braccia e… cazzarola muore all’interno del magic bus nella sua Alaska circondato dai suoi fogli scritti, dai libri e da un sacchettino di piante essiccate, al cui interno c’è anche quella fatale che blocca gli organi interni.
La mia prima reazione è stata: ma porca vacca, se sapevo che finiva così non l’avrei guardato, sino in fondo ho sperato che potesse arrivare qualcuno a salvarlo e invece… poi dopo aver visto il suo ultimo e vero autoscatto e letto che il suo corpo fu trovato due settimane dopo da due cacciatori ho cambiato idea…
Non sempre i colpi di testa possono avere buon fine, certo se quei due cacciatori fossero passati di li tre settimane prima lo avrebbero trovato, denutrito ma vivo, e Chris avrebbe potuto condividere le sue gioie per farle divenire effettive, ma… la realtà non è un film e se ti isoli in un bus in mezzo alle lande dell’Alaska basandoti solo ed esclusivamente sulle risorse che madre natura mette a disposizione dell’uomo… può capitare di morire ecco!
Sono stata contenta di averlo visto e sinceramente vorrei rivederlo mettendo più attenzione alla storia reale che sta dietro a tutto, mi dispiace aver svelato la fine ma… credo sia ugualmente un film da vedere, perchè parla di realtà e di riflessioni che se solo avessimo tutti la possibilità di fare senza necessariamente mettere a repentaglio la nostra vita….
LA FELICITA’ E’ DAVVERO TALE SOLO SE CONDIVISA
E’ questa la frase che mi toccato il cuore… qualcuno di voi l’ha visto?

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Leggo l’articolo che si riferisce alla proposta di insegnare filosofia sin dalla scuola materna e rifletto…
Credo che dai tre ai sei anni sia un’impresa titanica farlo, a tre anni è giusto insegnare a rapportarsi con i coetanei, iniziare ad imparare che non tutto è concesso e dovuto, ma insegnare filosofia… mi sembra un po’ presto, mentre invece a sei anni, con l’inizio della scuola elementare…
Si, sarei contenta se insegnassero materie di vita a scuola, non parlo di insegnare la vita dei filosofi ma di intavolare chiacchierate su ciò che può far riflettere anche da grandi…
Sarebbe bello se si insegnasse ad amare, a rispettare le idee, a comprendere e incamerare le ingiustizie, non solo nell’intervallo fra una lezione o l’altra o nello spazio pranzo, ma proprio in classe come materia di insegnamento.
Porto un esempio: venerdi scorso mio figlio è arrivato da scuola tutto contento perchè finalmente aveva preso a sberle un bambino che non smette mai di prenderlo in giro. Lui ha un grosso neo sulla tempia che sino ad ora non ha mai considerato come difetto, poi è arrivato un bambino nuovo, che alleato con un altro ha iniziato a prenderlo in giro.
Lui sa bene che non si prendono in giro le altre persone, qualsiasi difetto possano avere e segue questo insegnamento con naturalezza, ma si trova spiazzato quando qualcuno prende in giro lui, come reagire?
Da mamma pacifica gli ho sempre detto di ignorare l’ignoranza, ma riconosco che non è sempre così facile…
Beh, venerdì l’assistente alla refezione, all’ennesima presa in giro gli ha semplicemente detto: “E dagli una sberla così la pianta di prenderti in giro.” E lui cosa ha fatto?
A otto anni è alto un metro e quarantasei, quanto può aver impiegato a risolvere la faccenda? E come era felice… Sono assolutamente contraria alla violenza e non va affatto insegnato ad un bambino a difendersi con la violenza, ma quando sembra essere l’unica soluzione che fare?
Credo che insegnare filosofia sin dalle elementari possa supplire le mancanze dei genitori che sorvolano sulle scaramucce dei piccoli, non tutti insegnano le buone regole di civiltà e non sarebbe male se fosse la scuola a farlo…
Questo è un piccolo esempio, ma quanta difficoltà abbiamo a spiegare ad un bambino la morte? O i grandi perchè che anche noi fatichiamo a comprendere? O la grande importanza dell’Amore e del rispetto e le terribili conseguenze che scaturiscono dalla mancanza di queste piccole grandi basi?
I bambini sono i futuri adulti e ci sono cose che solo da piccoli si possono sposare con totale naturalezza, perchè non considerare i bambini come piccoli adulti? E non facciamoci ingannare dall’età, la capacità di comprendere e accrescere la propria sensibilità diminuisce con il crescere dell’età, la filosofia insegnata a un quindicenne che non ha mai riflettuto su determinate questioni non sarà mai preziosa come quella insegnata ad una piccola creatura paragonabile ad un campo tutto da coltivare…
Bisogna saper leggere, scrivere e far di conto, ma la vita ti impone di vivere e questo dovrebbe essere il primo insegnamento per ogni nuovo piccolo adulto….
Poi mi viene in mente che viviamo in Italia e mi scappa quasi da ridere…

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La curiosità uccide o fa crescere?
Secondo la relatività di tutto ciò che ci circonda credo che la curiosità possa fare entrambe le cose!
Cos’è che fa allenare il cervello di un bambino? La curiosità.
Si cresce l’intelligenza chiedendosi il motivo di questo o quello, ed è la curiosità che spinge ad informarsi e a chiedere, ma quante volte, riferito a qualcuno ci siamo detti: “Ma quanto è curioso questo, cosa gli interessa di…” è vero?
Lavoro in un ambiente prettamente femminile e la curiosità è spesso sinonimo di pettegolezzo, particolare che fa decadere tutte le buone intenzioni della curiosità perchè spesso si è curiosi di sapere per commentare o peggio per giudicare ed è la forma più letale dell’essere curiosi…
Io sono curiosa, adoro conoscere le storie della gente e le dinamiche che fanno accadere determinate cose, non giudico perchè tutto ciò che si giudica potrebbe capitarci in prima persona da un giorno all’altro ed è sempre bene non mettersi sul podio della ragione, ma mi piace il lato curioso delle persone, secondo me aiuta a crescere e a vedere le cose da un’altra prospettiva che non è la nostra.
Credo poi che la curiosità dei bambini abbia davvero una marcia in più, è priva di pettegolezzo ma carica di voglia di smontare un evento per analizzarne gli accadimenti e le conseguenze… dovremmo sempre rispondere alla loro curiosità e alle loro domande, la mancanza di curiosità è sinonimo di indifferenza e l’indifferenza è spesso sinonimo di ignoranza… caratteristica di nuovo tremendamente moderna…

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Di nuovo qui!

Si, solerte e preciso il dottore dei computer ha rimesso in sesto questo mio piccolo compagno di avventure e questo post è solo per lui, con un immenso grazieee!!!!

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Mannaggia la tecnologia….

Chiedo scusa per la mia assenza e per la mancata risposta ai commenti ma… il mio fedelissimo computer è stato vittima di un vero e proprio colpo virale e solo ora riesco ad aprire qualche pagina…che vedo e leggo male… una tragedia!
Dovrò portarlo dal dottore dei computer e per questo sarò ancora un po’ assente dalla rete, nel frattempo annoto tutto su carta e non appena mi sarà possibile riprenderò la mia attività di “blogger”…

Chiedo scusa a chi regolarmente frequenta questo spazio, cogliendo l’occasione per ringraziare di cuore per la fedeltà e sperando di essere di nuovo attiva fra qualche giorno.

Mannaggia la tecnologia….

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Generalmente considero la televisione la disfatta di ogni cosa creativa, sia come strumento che come conseguenze del suo effetto, e quando si è rotta la tv in cucina…sono stata felice!
La tv imbambola il corpo e la mente, ti rende apatico, privo di fantasia e inventiva, e troppo spesso sostituisce figure affettive, generalmente penso questo della televisione, poi fortunatamente riesce a smentirsi, e ieri sera mi è sembrata addirittura strumento di cultura.
Ci sono diverse trasmissioni che respirano informazione e cultura, sempre meno e sempre più ostacolate, ma ieri sera la nostra Rai è stata davvero grandiosa…
Dire la nostra Rai è chiaramente ironico eh perchè mi riferisco a Vieni via con me, lo spettacolo di Roberto Saviano e Fabio Fazio, che nonostante tutto è riuscito ad andare in onda… senza alcuni stipendi ma è andato in onda!
L’avete visto? Se non l’avete fatto vi prego cliccare qui sotto:
http://tv.repubblica.it/copertina/berlusconi-ora-la-mafia-ti-manda-le-escort/56244?video
http://tv.repubblica.it/copertina/rosy-bindi-sacrificati-per-il-partito/56245?video
http://tv.repubblica.it/copertina/benigni-canta-le-proprieta-di-berlusconi/56219?video=&ref=HRER2-1

E questi sono solo pochi minuti….potete capire cosa vi siete persi??
Ho un’ammirazione per Benigni che va davvero oltre quella che si potrebbe avere per un giullare, lui che facendoti quasi fare la pippì addosso ad ogni parola riesce a mettere di fronte ai nostri occhi tutto ciò di grottesco che vive e domina nel nostro fantastico paese…
Come nessuno riesce a fare…
Mi vengono in mente Alberto Sordi o Paolo Villaggio nel raccontare gli italiani e le loro classi dirigenti suscitando amare risate, ma Benigni…. e Benigni non è solo risate, è politica, è cultura, è emozione… è colui che chiede al boss camorrista Sandokan di vendicarsi con Saviano come la mafia si è vendicata su B., mandandogli un monte di escort, oppure occhio per occhio, che scriva un libro anche lui e si guarda chi vince!
Anche Saviano ti arriva al cuore, semplice, diretto e con i fatti alla mano…
DAvvero inquietanti gli elenchi affrontati, lavoro, finanziamenti, insulti, ed esilerante quello di Saviano dove si descrivevano gli atteggiamenti che nel casertano potrebbero essere scambiati per omosessuali…

Spero vivamente di poter vedere una seconda puntata, e ringrazio lo strumento televisione per averci permesso questo…

P.S. Mannaggia non sono riuscita a mettere il collegamento ai link sopra, ma vi prego fate un copia e incolla e guardate i filmati se non avete visto la puntata di Vieni via con me…

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Torno da una breve fuga nella mia Firenze e non posso fare a meno di lasciare due righe scritte.
Firenze è davvero la culla della civiltà, ospita ogni genere di arte, cultura e scienza, ha dato natali alle maggiori figure artistiche che hanno colmato ed emozionato gli occhi di tutto il mondo, e la sua storia si rispecchia tutt’oggi in quasi ogni sua via, ma… siete stati negli ultimi tempi a Firenze?
Si respira malumore, intolleranza, nervosismo… quasi come in tutte le grandi città, con la differenza che…Firenze non è una grande città!
Firenze sarebbe un grande borgo carico di magia se non si fosse provveduto a maltrattarla, ingrandirla, scavarla e distruggerla, e visto che sembra essere arrivato un nuovo sindaco già rinomato sulle pagine nazionali per essersi presentato come il rottamatore (semplificazione giornalistica) avrei davvero una buona idea per risolvere ciò che sta soffocando le vie fiorentine:
diamo gli incentivi a chi abbandona definitivamente la macchina e si affida ai mezzi pubblici, che logicamente dovranno essere impeccabili e capillari come la nostra circolazione sanguigna. A Firenze la macchina potrebbe essere davvero superflua e bisognerebbe che tutti coloro che guidano la macchina se ne rendessero conto, non è normale metterci un’ora e più per percorrere un tratto di strada che in condizioni normali impiegheresti forse un quarto d’ora a fare….
Perchè si scava per realizzare un’alta velocità che distrugge falde acquifere e antiche rovine, quando si potrebbe davvero percorrere ecologicamente e in superficie l’intera città?
Così magari ogni famiglia avrebbe una sola macchina da utilizzare il fine settimana per le gite fuori porta perchè durante la settimana il babbo, la mamma e i figlioli utilizzerebbo i’ tram per spostarsi, senza rimanere imbottigliati per ore sui viali!!
Amo la mia Firenze nonostante l’abbia lasciata per queste montagne, io riesco a vederla con le botteghe dei mestieri, con le corti, con i poeti che ne percorrevano le vie, ma riesco a farlo proprio perchè non la vivo quotidianamente, altrimenti sarebbe una vera impresa……
O forse la colpa è semplicemente di quelli come me, che non soddisfatti l’hanno lasciata in mano altrui per inseguire la pace altrove…
Sono felice di sapere che il nuovo sindaco sembra si stia dando da fare per salvaguardare la città, compreso una fitta agenda di incontri con chiunque voglia parlargli, ma… l’impressione dei cittadini con i quali ho potuto parlare è:” Mah, sarà anche bravo ma tanto punta a Roma, e quando sarà andato via arriverà un altro bischero che stravolgerà di nuovo tutto e i’ Renzi se ne fregherà!”
Non lo so, sono opinioni, sarà il tempo a dar ragione o torto, nel frattempo scorro le pagine di Quattrocento (romanzo di Susana Fortes) e rivedo i tempi in cui mentre Leonardo lavorava in bottega nelle strade si discuteva di come fare a rovesciare il potere…

Era anche il 44° anniversario dell’alluvione e ho avuto l’immenso piacere di vedere un sacco di filmati e interviste a coloro che la videro e ne furono travolti nell’animo, l’evento che cambiò Firenze e i fiorentini, e che Riccardo Marasco descrive immortalmente in una canzone intitolata “L’alluvione”.
Che sia Dante davvero la causa di tutto?… Buon ascolto…

Una capatina di tre giorni e mezzo che mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca per i bei tempi passati e calpestati di Firenze, per il resto…. Se Bossi vuole il federalismo a tutti i costi insegnamo nelle scuole un po’ di cadenza fiorentina, giusto per leggere meglio Dante, perchè ho sentito sempre meno persone parlare la lingua madre della città….
Comunque, dai Renzi, riporta Firenze all’antico splendore e con un colpo di spugna elimina tutto ciò che la infanga, indipendentemente dall’età e dal sesso dei tuoi collaboratori, dai che si potrebbe ancora fare… e a proposito, visto che la popolazione nomade che abitava vicino alla nostra casa (accampamento a Firenze nord, sul vialone del Metano) ha ottenuto appartamenti regolari, potrei averne uno anche io per tornare ogni volta che ho voglia di ammirare le sue bellezze? Io pagherei anche un minimo di affitto e di tasse eh!

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