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Archive for ottobre 2010

Ricevo mail che mi informano di un progetto di governo che sta prendendo vita, se già non l’ha presa: stampare e distribuire un libro intitolato “Due anni di governo” a tutti gli italiani.
Per chi fosse attento alla delicata situazione economica italliana, nella giungla di tagli, manovre e licenziamenti, è possibile collegarsi al link sotto riportato per rinunciare alla propria copia di tale libro per dirottare l’identica cifra al ministero per la pubblica istruzione. Sappiamo cosa è accaduto negli ultimi due anni di governo, ma se questo ritiene opportuno tenerci ulteriormente informati…

http://www.governo.it/scrivia/scrivi_a_trasparenza.asp

Mi chiedo però se sarà destinato un capitolo ai nuovi tormentoni… non Waka Waka, ma Bunga Bunga… si ride e si scherza di un umorismo pirandelliano, il paradosso è nota comune, c’è chi ride, chi minimizza e chi sorvola e c’è invece chi guardando un clown non riesce a ridere ma solo a intristirsi data la sua condizione, ma si parla di letteratura, di romanzi, di Pirandello, che mai quanto ora mi sembra attuale…….

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Perchè nella visione generale della razza umana la donna piange e l’uomo no?
Perchè sembra così strano vedere un uomo piangere?
Indubbiamente sembra più strana una cosa meno usuale e quindi davvero gli uomini piangono meno delle donne altrimenti non ci sembrerebbe così strano, ma sono stata colpita da un articolo su Repubblica.
Si parla del commento di uno scrittore spagnolo alle lacrime di un deputato appena silurato. Commenti duri, quanti commenti duri ci saranno sui social network…ma quel commento ha scatenato una polemica che “divide la Spagna”.
Potrebbe mai scatenarsi una discussione del genere sulle lacrime di una donna? (A parte la Franzoni, lei è riuscita a dividere l’Italia in ogni suo gesto).
Non c’è niente da fare, nel pensiero collettivo è la donna che utilizza lo strumento lacrimale, che sia per dolore, per gioia, per comprare qualcuno o per impressionare, è sempre la donna colei che si riempie gli occhi di lacrime, giusto?
Giusto fino a un certo punto perchè uomo o donna apparteniamo allo stesso genere e differiamo in alcuni particolari, per il resto abbiamo tutti un cervello, due polmoni, un cuore, due occhi e due sacche lacrimali. Per forza gli uomini piangono hanno le sacche lacrimali, solo che generalmente si differenziano un po’ da quelle femminili, diciamo che le contengono meglio, ma… perchè dar così peso a una normale azione del nostro corpo che interagisce col nostro cervello e le emozioni che questo riceve e trasmette?
Chi sarà stato il primo a fraintendere tutto, una donna che pensò: “Se piange non ha la forza per combattere.”, o un uomo che si vergognò di piangere ogni volta che la sua mente era percorsa da qualche emozione forte?
Io penso che bloccare un istinto naturale non sia mai salutare, si può bloccare l’effetto (le lacrime) ma non la causa, che certamente si tramuta in altre forme di sfogo, ogni causa dovrebbe avere il suo effetto e noi dovremmo solo seguire la nostra natura quindi…
Uomini, se vi scappa di piangere, piangete, è normale, così la pianteranno di porre così attenzione alle lacrime di un uomo, e… donne se vedete un uomo piangere non giudicatelo in nessun modo diverso da come giudichereste voi, siamo fatti della stessa pasta e se si piange noi potranno piangere anche loro no?

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Probabilmente tutta l’ondata di ordine subita dai dipendenti regionali è scaturita da un testo che circola in rete…

Un ingegnere, un contabile, un chimico, un informatico e un dipendente regionale si incontrano e ognuno di loro si vanta di avere un cane meraviglioso.

Per dimostrarlo, l’ingegnere chiama la sua cagnetta: “Radicequadrata, facci vedere cosa sai fare!”

Il cane trotterella verso la lavagna e disegna un quadrato, un cerchio e un triangolo.

Il contabile dice al suo cane: “Attivopassivo, mostraci le tue competenze!”

Il cane va in cucina, torna con una dozzina di biscotti e li ordina in tre pile uguali, ciascuna con quattro biscotti.

Il chimico dice: “Fialetta, fai il tuo numero!”

Il cane apre il frigo, prende un litro di latte, un bicchiere da 10 cl e vi versa esattamente 8 cl di latte senza farne cadere una goccia.

L’informatico è ormai sicuro di soppiantarli tutti: “Discofisso, impressionali!”

Il cane si piazza davanti al computer, lo avvia, fa partire un antivirus, spedisce una e-mail ed installa un nuovo gioco.

I quattro guardano il dipendente regionale e gli chiedono:

“Il tuo cane (chow chow) cosa sa fare?” il dipendente regionale, con un sorriso, dice:”Pausacaffè, facci vedere i tuoi talenti!”

Il cane si alza, mangia i biscotti, beve il latte, cancella tutti i files dal computer, si tromba la cagnetta dell’ingegnere e giura che, facendolo, si è fatto male alla schiena, compila il formulario di incidente sul lavoro e prende un congedo per malattia di sei mesi…

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Stamani ho comprato il giornale e con tutta la calma del mondo ho atteso di iniziare a lavorare di fronte ad un cappuccino, leggendo il mio quotidiano e mi sono trovata costretta a rileggere un paio di volte la stessa notizia. Stasera l’ho rifatto ma continuo a non capire bene, chissà se qualcuno può aiutarmi a farlo, la notizia è questa: IL VENTO NON SOFFIA PIU FORTE COME PRIMA, sì, ha rallentato di un 10% circa, e avete letto il perchè?
Gli esperti dicono che è per l’aumento della vegetazione, che rende il terreno più rugoso e rallenta la corsa del vento, ed è un fenomeno iniziato nel 1960.
Ecco, io non sono un’esperta, ho un povero diploma arrugginito da lavori che non hanno richiesto particolari conoscenze, ma non credevo proprio che dal ’60 ad oggi la vegetazione in Europa fosse così aumentata da rallentare addirittura il vento…
Ci penso e ci ripenso ma… MA DAVVERO LA VEGETAZIONE HA PRESO COSì TANTO POSSESSO DEL TERRITORIO??
A volte mi sembra di essere grulla, ero proprio convinta che fosse l’esatto contrario, che l’uomo stesse rendendo sempre più rara la vegetazione, ma vedi di quante cose si è convinti a torto? …. BOH…

P.S Proprio stasera il vento soffia forte per le strade del paese, quasi a voler smentire gli studiosi, la tapparella traballa e sembra bussare, mi viene in mente un libro che ho letto tantissimo tempo fa, in cui il vento si faceva personaggio della storia, con tanto di nome, Matteo, il vento Matteo. Il libro si intitola “Il segreto del bosco vecchio”, (non ricordo né l’autore né la casa editrice 😦 ) e ne hanno fatto anche il film con un Paolo Villaggio bellissimo, e oltre a consigliarlo…dovrò ricercarlo in qualche libreria perchè mi è venuta voglia di rileggerlo e scoprire cosa potrebbe darmi quindici anni dopo!

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Ieri ero a lavoro e passando una scatoletta di cibo per cani mi è saltata l’attenzione su una scritta impressa sul coperchio, vicino alla lista delle prelibatezze contenute: “Cucinato lentamente”.

Vorrei dare un consiglio a chi si occupa dell’immagine del cibo per cani o gatti: perchè non aggiungere “Girato con cura e assaggiato personalmente dal cuoco.”?

Qualcuno mi ha detto:” I primi ad immigrare in Italia lo hanno fatto dopo aver visto una pubblicità di cibo per gatti o cani, e si è detto: se gli animali mangiano così, figurati le  persone!”

Comunque…va bene, funziona, quella scritta permette maggiori vendite, così, chi ha il cane dal palato fine potrà dargli un magnifico preparato marroncino…cucinato lentamente!!

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Questo mio post è un saluto e un augurio per una coppia di amici che, valige a bordo e casa data in affitto, hanno sistemato un furgone e hanno deciso di cambiar regione, lavoro, casa e vita.

Un salto nel buio…

Può capitare nella vita di alcuni che arrivi un giorno in cui una strana forza ti spinga a cambiare radicalmente la pagina della vita che stai scrivendo, qualcosa che senza troppe motivazioni nè risorse decidi di seguire, può capitare e nessuno può escludere che accada…

Io faccio parte della categoria sopra citata, non sono fuggita anzi, sono partita con un magone enorme allo stomaco (che parte continuo a conservare per questioni di affetti parentali) ma è stato come un dover partire, io sentivo continuamente quella strana forza e quando è divenuta troppo insistente e petulante non ho potuto fare altro che seguirla… 

Poi c’è chi parte perchè scappa da qualcosa o da qualcuno… conosco chi ha preso un aereo per l’Australia per sfuggire ai creditori, chi dal quartiere di Firenze ha aperto un chiosco sulle siagge del Messico, o chi ha cambiato città per motivi di lavoro, chi lo ha fatto per amore, sono davvero tanti i motivi che possono portare ad una partenza ed escludendo quelli dettati dalla disperazione… trovo davvero eccitanti i cambiamenti di vita e credo che almeno uno farebbe bene a tutti nella vita!

Fa bene movimentarsi la vita ogni tanto, fosse anche solo spostare i mobili di casa… io ogni sei/ otto mesi devo spostare qualche mobile se non le stanze intere, è più forte di me, è un vizio che conservo da quando ero adolescente, i mobili della mia cameretta hanno fatto il giro di tutte le pareti, e… anche i mobili della mia casa da grande lo stanno facendo!!

Dalle partenze allo spostamento dei mobili in casa… cambiare muove energie e il movimento di energie non può che essere positivo…

E un enorme augurio per Carlo che presto ci raggiungerà fra queste splendide montagne in ciò che può essere definito un radicale cambiamento di vita, dai che il patois non è così ostico come sembra!! 

E voi che ne pensate delle partenze, lo avete mai fatto? Lo vorreste fare?

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Questo post è dedicato alle donne intelligenti e agli uomini spiritosi e ironici, l’ho ricevuto via mail e non posso non condividerlo…

Neuroni

In un laboratorio viene condotto un esperimento unico nel suo genere:
un neurone cresciuto in un cervello di una donna viene trapiantato dentro il
cervello di un uomo comune.
Il neurone, ripresosi dallo shock del viaggio, arriva nel cervello ospite, si
guarda intorno e si rende conto che è in un grande spazio vuoto, dove è
tutto buio e c’è un silenzio angosciante.
Preoccupatissimo, chiede timidamente, sottovoce:
Ehi… C’è qualcuno?”
Silenzio!
Sempre più ansioso e spaventato alza il tono:
“Iuuhuu! C’è nessuno qui?”
Nessuna risposta. Nessun segno di vita!
Distrutto e tremante, si accascia al suolo e comincia a piangere (classico
femminile).
“Resterò solo, qui, per il resto della mia vita…”
All’improvviso, un rumore… dei passi…arriva qualcuno… ed è un altro
neurone!
Emozionatissimo, il poveretto balza in piedi e corre incontro al nuovo
arrivo, abbracciandolo commosso.
“Ehi… calmati amico mio, calmati. Che fai qui? E perchè piangi?”
“Io… sono arrivato adesso… pensavo che non ci fosse nessuno e che sarei
rimasto solo per sempre…”
“Ma che sciocchezza! Stai parlando di un cervello maschile, quindi non
troverai nessun’altra comunità più affollata di neuroni di questa! Noi siamo
moltissimi, estremamente attivi e con legami stretti stretti e fitti fitti
tra tutti noi.”
“Oh… grazie a Dio, che bello! Come sono contento!
Ma… allora dove siete tutti? Qui il cranio è vuoto.”
“Oh, nulla di strano, è sempre così:
c’è una festa giù nel pisello. Io sono risalito solo per cercare dell’altra birra…”  


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