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Archive for giugno 2010

Presentazione di Ofelia

Sabato 10 Luglio alle ore 16:30, al salone della biblioteca regionale presenterò la mia Ofelia…che panico.
Sapete che quando Ofelia è arrivata nelle mani di Manuela, la mia editrice, e ha preso vita le ho chiesto di far lei le presentazioni, io scrivo non mi piace parlare di fronte a delle persone, due o tre alla volta, non di più, e lei mi rispose anche di si, poi…
Qualche mattina fa mi ha portato in giro per Aosta, vestita di tutto punto, con le tre assistenti, Erica, Christel (non me ne volere se non si scrive così, anzi illuminami!) e Paola, e Giacomo, ciao Giacomo, armato di telecamera e coperta in cashmire per ripararci dal vento a fare un’intervista che sarà trasmessa alla presentazione…
Noo, tutta la spontaneità con la quale discorro normalmente sparisce di fronte a una telecamera e mi sovvien la conferma al mio lato orso………….

Comunque, mi tocca, è nel mio interesse, è normale, tutto ciò che viene e che è da fare, e così il 10 luglio alle 16:30 farò la presentazione di Ofelia, voi che fate venite?

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La musica

I Pink Floyd stasera suonano, ancora grandissimi, ancora da brividi, e mi rendo conto di quanta poca musica ascolto…
Per una serie di motivi: mi piace molto il silenzio, lavoro alla cassa di un supermercato, e quando sono a casa spesso dimentico di accendere la radio, se lo faccio è solo per ascoltare radio due, fedele al ruggito del coniglio e mi piacciono anche le altre trasmissioni, mi piace la radio parlata, anche perchè trovo insopportabile quasi tutta la musica propinata dalle radio normali!
Il mio rapporto con la musica è stranissimo, ho davvero una manciata di autori che ascolto da sempre e negli anni non è che mi sono allontanata molto anzi…
C’è sempre il mio Guccini, ancora in grado di farmi salire i brividi lungo la schiena, ancora in grado di farmi cantare a squarciagola alcune canzoni, e ancora in grado di portarmi altrove… un poeta, e smettetela di pensare che sia un predicatore di sinistra spesso palloso, ascoltatele le sue canzoni, ascoltate gli ultimi album, non solo la locomotiva e il vecchio e il bambino, datemi retta, avrete modo di scoprire un Guccini con sonorità e sentimenti nuovi, con versi poetici e dritti al cuore, sempre in grado di stupirmi ed emozionarmi.
A parte lui, i Pink Floyd, i Dire Straits e qualche italiano non è che sopporto molto altro…detesto il latino americano, la tecno e tutto ciò che gli somiglia, i classici… così sembro Battiato però eh…

Tutti parlano di musica e pochi di silenzio, come mai?

Perchè spesso si sente dire che il silenzio è insopportabile, il silenzio è triste, è strano stare in silenzio…ci credete che in un posto vicino al paradiso, un lago a più di 2000 metri dove ci rifugiamo in estate, i turisti che arrivano parlano con lo stesso tono con cui lo fanno dentro al bar del centro di una città?
Le loro voci rimbombano fra le pareti rocciose che abbracciano e proteggono il lago, la natura immediatamente diviene muta e loro si stupiscono di come mai non si senta neanche un’animale.
L’anno scorso addirittura un turista, guardando le acque del lago, talmente limpide da riflettere perfettamente tutto ciò che lo circonda come fosse una foto, vedendo il riflesso grigio della parete rocciosa ha detto alla moglie: “Vedi, è tutto grigio e verde è inquinato anche questo.” devo forse commentare?….
Provate a stare in silenzio qualche volta, se non siete vittima di una brutta depressione eh.
Fatelo in qualsiasi luogo e ascoltate…
Se siete in casa avrete modo di parlare con voi stessi, ma se siete seduti su un prato a 2000 metri potrete ascoltare la voce di Madre Natura, lancerei nel lago ogni i pod che vedo attaccato alle orecchie di chi cammina in montagna….
Ma questi sono solo sproloqui miei e stasera sono i Pink Floyd che rompono il mio silenzio…

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Sul sito di Repubblica ho trovato le foto su cui Ilaria Alpi stava realizzando un reportage da mostrare a tutti: dove vengono smaltiti i rifiuti tossici dell’area mediterranea? Nel nuovo porto a nord di Mogadiscio, è facile, basta poggiarli in terra o interrarli appena, rivestirli di grosse pietre che formeranno la banchina ed ecco che i rifiuti sono smaltiti e il molo è fatto, con un notevole risparmio di pietre!

Pensate ai tesori ritrovati nelle tombe delle antiche civiltà, dagli etruschi, fino agli egizi.
Pensate al patrimonio artistico ereditato solo neglil ultimi cinque secoli, anche Leonardo ha nascosto tante cose, sia nelle sue pagine di appunti che nelle sue superfici di disegno.
Sembra che in Palazzo Vecchio, dietro il dipinto che rappresenta la battaglia di Anghiari, vi sia nascosto un dipinto precedente, che in qualche modo gli esperti riusciranno a intravedere.

Ecco, noi lasceremo container di doni a chi verrà dopo di noi, sparsi dovunque, in qualsiasi paese, ricco o povero, container di ricordi dal passato…

Saremo peggio del vaso di Pandora e chissà se riusciremo a includere ancora un po’ di speranza in quei container….
Qualcuno ha la soluzione per questo male chiamato uomo?

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Girellavo in rete quando mi sono imbattuta nel sito No Kappa, gruppo dedito alla “resistenza contro l’imbarbarimento post moderno della lingua italiana”.
Basta abbreviazioni, basta storpiature e neologismi senza amore per la lingua!
Colpa dei telefonini, dei videogiochi, dei computer…mettila come vuoi ma è vero, storpiare la lingua italiana è divenuto un dialetto parallelo, fatto di suoni tronchi, di consonanti mutilate delle vocali che a leggerle a voce alta sembrano suoni emessi da persone sordo mute.
Essere adolescenti non significa per forza non saper fare proprio niente, dai, almeno scrivere…

Ma ciò che volevo anche suggerire a coloro che comunicano tramite messaggi misti di consonanti e segni matematici è…
RIPRENDIAMO LA CARTA E LA PENNA IN MANO!
Suonerà strano su uno schermo di un computer, ma io scrivo anche su carta e non parlo a vanvera!
Dicevo, oltre ai computer, ai telefoni e i muri delle case, ci sono anche altri mezzi per comunicare, uno di questi è proprio la carta e la penna.

Vorrei scrivere questa cosa perchè guidando ad Aosta in Via M. Solarolo (Forse?) i miei occhi sono stati letteralmente colpiti da una scritta, che non ho fatto in tempo a leggere o che non ricordo, a grandi lettere, con un inchiostro nero su…un albero.

Forse un tiglio, un povero tiglio, che sta li da chissà quanto e che ora dovrà inglobare nei suoi strati di corteccia una scritta fatta un delirante innamorato in preda a manie di grandezza.
Ecco, oramai si è quasi scritto su tutto e devo ammettere poi che c’è un lungo muro fra la Cogne e la stazione affrescato ad arte da writers che sanno il fatto loro, ed ecco che un muro si trasforma in qualcosa che… anche se c’è la fila hai quallcosa di piacevole da guardare! Ma questo è un altro discorso che riguarda le abilità e non i deliri degli innamorati.
Per loro, che oramai hanno scritto dovunque, consiglierei un bellissimo foglio in carta magari decorata, o ecologica, ci sono negozi che ne vendono di tutti i tipi, una bellissima penna stilografica, un bicchiere di vino (uno solo, quello che fa bene al cuore.) magari della buona musica e…su un foglio si possono davvero liberare tutte le pieghe delle nostre sensazioni, una penna può catturare ciò che la nostra mente non fa in tempo a registrare…
Dai, siate eroici, riprendete in mano ciò che nessuno fa più e invece di scrivere su un albero sfogatevi su un foglio e poi spediteglielo oppure conservatelo, o magari bruciatelo, il foglio è vostro e ne potete fare ciò che volete, ma Santa Madre, lasciamola un po’ in pace questa nostra Terra….

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Appello ai ricchi

Oggi siamo andati a visitare il castello di Fenis.

Sono partita armata di buoni propositi e di voglia di scoprire, di apprendere tutto ciò che potrebbe servirmi per il libro che sto scrivendo. Ho trovato nuovi spunti e idee, ma ho una piccola lamentela da sollevare: la visita è troppo veloce, mezz’ora e via, accomodarsi fuori!

Insomma, avevo voglia di respirare un po’ di atmosfera, di conoscere un po’ di cose su chi vi aveva abitato, di poter vedere tranquillamente gli affreschi e i balconi del cortile, ma… avanti, avanti, e per scrivere ciò che diceva la guida mi sono anche persa la brevissima spiegazione della cisterna presente sotto la corte, e quanta fretta!

Abbiamo ancora fatto il giro esterno, fra le due cerchia di mura e poi ci siamo seduti sulla panchina di fronte all’ ingresso, sotto a un ciliegio e vicino ad un gelso nero di 250 anni fa, lui li ha visti i conti di Challant. Proprio su quella panchina io e il mio babbo abbiamo fatto una riflessione:

Vedi, un tempo i ricchi costruivano castelli, monumenti, chiese, facevano dipingere e scolpire, pensate anche alle botteghe fiorentine del cinquecento quanta arte hanno creato, arte immortale, tutto frutto dell’amore che i ricchi, i nobili e i potenti avevano per l’arte e per la visibilità che si poteva ottenere facendo da committente per qualche opera artistica, da una tela dipinta a un pezzo di marmo trasformato in magia fino ad arrivare a un duomo, a chiese o appunto castelli…

E ORA COSA FANNO COSTRUIRE I RICCHI?

Cosa rimarrà di quelle ville in cemento armato e sabbia dotate di piscine e grosse sale dai divani bianchi?

Cosa rimarrà dell’attuale mondo dei ricchi ai nostri futuri discendenti? Gli yacht? Le borse griffate? Le jacuzzi? Le loro sontuose ville? O forse le loro azioni, i bot, i cct, il mibtel, il nasdaq e il nikkei?

Sarà davvero questa la nostra storia?

Un appello ai ricchi:

tornate ad essere committenti d’arte, di bellezza, di cultura, fate circolare le vostre ricchezze affinchè diventino immortali come la Monna Lisa o come il David di Michelangelo, fate in modo che le menti del nostro paese possano creare e non solo ballare…

Per favore, basta con questo instupidimento da ricchezza, cerchiamo di far avverare un nuovo rinascimento italiano…

Per esempio, stasera girellavo in rete e mi sono imbattuta nel sito di stazione Mir, il sito di Federico D’Orazio, studente dell’Aquila… Aquila… perchè invece di comprare yacht, lussuosi appartamenti o macchine di lusso non andate personalmente a portare soldi per commissionare case, scuole, strade a chi dimostra la miglior cura nel farlo e non a chi ribassa l’asta?

Facciamola girare questa economia, facciamo circolare idee, a questo ci pensiamo noi, i poveri creano e i ricchi finanziano, torniamo indietro di qualche secolo per uscire da questo nostro periodo mai verificatosi nella storia dell’umanità…

Già, dimenticavo che ho la sensazione di vivere in un tempo in cui il popolo viene tenuto volutamente stupido e inerte per non fargli vedere quanti soprusi continua a subire, le arti e l’intelligenza potrebbero arrivare a far capire il potere che è in ognuno di noi, e questo ora non sta andando di moda, non fa tendenza, ecco come si dice, tendenza…

Se ci fosse qualche ricco di altra categoria rispetto a quella dirigente è pregato di trasformare le sue azioni, in AZIONI concrete, il nostro paese ha bisogno di risollevarsi con i cervelli, con le menti e le abilità, i nostri giovani si stanno abituando ad essere amebe, che classe dirigente potrà essere?

Arti, mestieri, ecco ciò di cui abbiamo bisogno, arti e mestieri,

RICCHI D’ ITALIA, MA QUANDO LA PIANTATE DI SPOSTARE LE VOSTRE RICCHEZZE DAL VOSTRO PAESE?

IL MONDO INVIDIA LA NOSTRA STORIA, IN FUTURO QUALE STORIA POTRANNO INVIDIARCI?

E speriamo che la lingua scritta continui comunque a correre nei risvolti del tempo e della storia, raccontando a chi verrà che non tutti sono stati d’accordo con la distruzione della civiltà e intelligenza umana, c’è stato anche chi ha combattuto contro l’inebetimento collettivo cercando di mantenere vivo un baluardo di speranza…

Ho cercato di non essere troppo polemica… ma rifletto, rifletto…

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Si è conclusa la stagione di Report e a cuore aperto devo un sincero ringraziamento a Milena Gabanelli.

Come ogni anno, insieme alla sua cerchia di collaboratori, riescono a realizzare dei servizi di denuncia che meriterebbero davvero dei riconoscimenti ad alti livelli, invece delle denunce che puntualmente vengono loro fatte, il più delle quali con richieste di risarcimenti milionari per diffamazione, quando per diffamazione viene considerato un documento di tribunale… Incredibile come questa povera Italia si stia accartocciando su se stessa, ma se è vero che “dal letame nascono fiori”, nel panorama catastrofico dei programmi televisivi, rimangono alcuni fiori rari, sprizzanti di vita, di colori e di profumi, e uno di questi è proprio Report.

Tutto ciò che dai titoli dei giornali o della tv appare confuso, gridato a gran voce ma volutamente ermetico, o addirittura tenuto proprio nascosto, lei lo fa apparire chiaro, spiegato nei dettagli e sopratutto senza veli sulla realtà, riporta i fatti così come sono, si chiamino come si chiamino!

Un ringraziamento per averci fatto capire bene cosa combinano i nostri politici, le grosse industrie e le banche alle nostre spalle, per averci fatto vedere la situazione del demanio sui litorali italiani, l’accostamento con i paesi confinanti, un ringraziamento per i servizi sui trasporti, treni, aerei e metropolitane, e uno speciale ringraziamento sull’incredibile reportage dalla birmania. Internet si sta dimostrando uno strumento prezioso per situazioni del genere, ma come ogni legge di mercato necessita di una domanda e invito davvero tutti a cercare sul sito di report il servizio riguardante la repressione militare in Birmania e a cercare sempre notizie su ciò che sta accadendo in un paese totalmente isolato e oppresso da una terribile dittatura. Finchè ci saranno sempre persone interessate, quei monaci e quel popolo non saranno totalmente soli….

E finchè ci saranno delle “Milena Gabanelli” neanche gli italiani saranno totalmente soli…

Grazie per farci vedere le fondamenta di questo nostro paese che davvero sono fatte di pizza e mandolino… siamo noi a dover riflettere.

Buon lavoro per la prossima stagione

Insomma, grazie davvero a Milena Gabanelli e a tutti i suoi collaboratori per l’ondata di cultura e informazione che, nonostante tutti gli attacchi, riescono a donarci, resistete e grazie davvero!

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