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Archive for gennaio 2010

La lingua italiana

Sarà che trovo le mie radici nel cuore di Firenze, sarà che mi piace incredibilmente la lingua del mio paese, sarà forse che mi diletto anche nello scrivere libri e a trovar piacere nel giocare con le parole, ma mi trovo in difficoltà di fronte a ciò che apprende mio figlio a scuola.

Questioni di abitudini linguistiche regionali, chi dice in un modo chi in un altro, da queste parti si sente dire il zaino, ma avete presente le operazioni matematiche con l’addizione e la sottrazione?

Mio figlio, sette anni, nel pieno della convinzione di essere quasi adulto, sostiene che tali operazioni si chiamano:

LA più e LA meno.

Qualcuno può immaginare come mi sento? Ancora non sono arrivati alle altre due operazioni, che saranno LA diviso e…LA per… come posso tacere?

Ho provato a insistere con lui, scoprendo che a casa si sforza di dire ” IL più” e a scuola è LA più, che fare??

Aspettare e perseverare, il tempo ci darà ragione…

Devo ancora spendere un pensiero riguardo il moderno utilizzo che viene fatto della nostra lingua:

nel supermercato dove lavoro è iniziato un concorso con in palio una macchina, una M…. Active.

Bene, il cartello che invita a partecipare dice così:

“Activa la tua fortuna”

Ho letto e riletto, convinta di scambiare la t con la t, ho chiesto alla mia collega se leggeva la stessa cosa e ho ottenuto risposta affermativa.

Capisco il richiamo al modello dell’automobile ma…insomma a me sembra solo un errore ortografico scritto a caratteri cubitali, ma forse sono solo troppo pignola…

La lingua italiana a mio parere è fatta per giocare un gioco a sè, bastano le parole esistenti per divertirsi, storpiarla e renderla parola ripetuta in volantini pubblicitari…insomma non sono molto d’accordo neanche nel chiamare un’altra vettura F… Qubo, ma sono solo miei pensieri….

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Sento il bisogno di esprimere un paio di pensieri su un servizio trasmesso alle Iene poche sere fa.
Parlavano di una scuola, una come tante, dove è facile imbattersi in baby prostitute, così sono chiamate.
Sono le giovani ragazze che frequentano quelle classi, quindi una fascia d’età compresa fra i 14 e i 18 anni, che in cambio di regali offrono servizi di vario genere.

L’ intervista a un paio di loro mi ha fatto accapponare un po’ la pelle. Parlavano di regali come cinture griffate, ricariche telefoniche, contributi per acquistare un i pod, incredibilmente irrinunciabile, ecc…
D’altronde ciò che non concede un genitore… me lo guadagno da sola, è la loro sintesi.

Poi però l’intervista all’organizzatore di incontri mi ha fatto venir voglia di spaccare il televisore.
Un ragazzino dal volto criptato, che parlava del suo lavoro, delle ragazze e dei prezzi… 300 euro per organizzare un incontro, 300 euro.
E a lei una cintura, o un cd, o una ricarica…

Ma insomma ragazze ma che vi prende?
Lo so che la tempesta ormonale a quell’età è irrefrenabile, ma lo scopo finale non era l’ Amore?
Ragazze, il mondo è nelle vostre mani, non potete essere così disilluse da usare il vostro corpo e i vostri sacri ormoni per un bene materiale!
Chi davvero è costretta a farlo perchè privata della propria vita, della propria dignità, e preda della paura vi prenderebbe a sberle per tanto affronto!

Pensateci bene…cercate l’amore fra quei ragazzi, provate pure quanto vi pare, è natura, ma fatelo perchè vi riempia l’anima e non uno stupido portafoglio!

Il nostro corpo, la nostra vita, è una tale magia in grado di far muovere il mondo, ma solo il nostro animo può guidare anche il nostro corpo, non facciamoci ingannare dai facili obbiettivi, è bella la lotta, è ancor più bella la conquista, e quegli ormoni non son destinati a durare così come sono, perchè sprecarli?

Innamoratevi ragazze, cercate l’amore, sempre, a tutti i costi, non è vero che non esiste, ma certo è timido e va cercato con attenzione…

Dobbiamo volerci bene e rispettarci se vogliamo ricevere altrettanto dalla vita.

Un pensiero anche per una giovane ragazza bionda che qualche giorno fa è passata alla mia cassa. Aveva un volto bello, ben tenuto, ma c’era qualcosa di inquietante che attraversava il mio animo. Quando mi ha chiesto il totale era sorridente, mi ha guardato e io ho visto uno dei volti che in questi giorni attraversano le pagine dei giornali; deportati dei campi di concentramento.

Ho abbassato gli occhi e mi sono accorta che il suo bacino era largo come quello di una bambina, che le sue mani erano lunghe ossa coperte da un sottile strato di pelle, e ciò che mi faceva strano era il suo volto, privo di tessuto di riempimento, solo pelle.

Soffro per queste ragazze, conosco chi ci è passato, ha sfiorato la morte per poi tornare in vita, e ne è uscita alla grande, potrei anche mettervi in contatto con lei se qualcuno avesse bisogno di una parola ma… lei mi dice che ogni parola è inutile quanto uno specchio quando ci sei e… non so se davvero la cura è solo arrivare a un passo dalla morte, ma vorrei solo far sapere che il modo di uscirne c’è, dobbiamo solo ricordarci che…

DOBBIAMO VOLERCI BENE!!

Lo so, sembra facile eh…….. beh, poniamocelo sempre come obiettivo, il resto vien da sé…

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Credo che, indipendentemente dai contenuti, un libro possa trovar acquirenti anche grazie alla copertina.

La copertina è quella che guardi e vedi ogni volta che stai per iniziare a leggere, chi non ha mai comprato un libro rapito per lo più dalla copertina?

A me per esempio è capitato,e grazie al cielo, con Joanne Harris, un’autrice scoperta per caso che mi ha rapita al punto da costringermi a procurarmi tutti i suoi libri e a leggermeli piano piano per non finirli subito!

Fu la copertina de “La scuola dei desideri” a catturare la mia attenzione.

E’ nera, riporta un’illustrazione di Iacopo Bruno, due mani che sfogliano un antico tomo, poi il nome dell’autrice coronato dal ricciolo sulla acca del cognome, sempre presente nei suoi libri,il titolo ed un  interrogativo su quattro righe.

Libro letto godendo di ogni parola, il suo linguaggio può risultare piacevolmente ipnotico, con un finale che mi ha quasi fatto saltare sulla sedia.

Non l’ho più abbandonata, da Chocolat, Vino patate e mele rosse, La donna alata, Cinque quarti d’arancia, Le scarpette rosse, Le parole segrete, li ho tutti divorati e li consiglio a tutti coloro che hanno voglia di leggere qualcosa che li faccia innamorare dei protagonisti, fino a sentirli vivi.

Un libro può essere uno dei migliori antidepressivi e fonte di energia più salutare e a portata di mano, io consiglio di leggere a tutti, in ogni momento e per qualsiasi motivo.

Alla cassa, chiacchiero molto volentieri con chi acquista libri, spesso sono persone con cui si discorre meglio, e a dispetto dei sondaggi…siamo tanti!!

Inoltre l’ipnosi che può dare un libro è ben diversa dall’ipnosi data dalla televisione, o no?

Ora sto leggendo “Nelle pieghe del tempo” di Valter Sandri, quello che era un cliente del sabato pomeriggio che poi è anche diventato un momento di scambio di opinioni del mondo letterario, un vero toccasana nella ripetitività del mio lavoro.

Lui scrive racconti, mi piace di più affezionarmi ai protagonisti, ma i suoi racconti fanno riflettere e a volte sobbalzare, l’ho iniziato da poco ma lo sto leggendo volentieri, bravo “Uolter”!

E voi, l’avete letta la mia Ofelia?

A presto

Cristina

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il mio blog

Eccomi, finalmente questa mattina sono riuscita ad acquisire il controllo di queste pagine, o almeno credo. Abbiamo fatto alcune prove, ora spero di riuscire a mettermi in contatto con la rete.

Salve a tutti sono Cristina, se avete letto le pagine riguardanti la mia Ofelia… credo non ci sia nient’altro da aggiungere, spero vi sia venuta un po’ di voglia di leggerlo, inutile stare a ribadire il mio desiderio che qualcuno voglia tenersi compagnia con i miei scritti, giusto?

…..Dai…l’avete letto?

….E ora?….

Vorrei invece condire questo fazzoletto di etere con pensieri e chiacchiere, tutte quelle che popolano le mie giornate, con cui tartasso il mio compagno o che condivido con la mia amiha, così la chiamo, sono fiorentina!

Scrivo da sempre, ma le circostanze della vita mi hanno portato a fare la cassiera, e… avete idea di quante chiacchiere fanno o ascoltano le cassiere di un supermercato?
Siamo in città, ma non tanto città quanto Firenze o Milano, la gente va di corsa, ma non tutti, anzi.
Sono molti coloro che si affidano al supermercato per trovare due parole da scambiare con qualcuno, e se sono di buon umore non è poi così male il mio lavoro!
Ci sono poi quelli che escono di casa con l’intenzione di maltrattare qualcuno, ma basta individuarli e saperli raggirare con le buone maniere, ad ogni costo!

Vorrei condividerle con gli amici lettori che avranno intenzione di tornare a visitare il blog di Ofelia, un po’ per confortare chi crede di essere il solo ad avere un sacco di manie, un po’ per scaricare lo stress mio dato dallo sforzo estremo di rimanere sempre calma e sorridente, e un po’ perchè… dovrei davvero decidermi a scrivere anche io un libro sulla vita delle cassiere…per ora lo faccio sul blog, poi si vedrà.

Grazie se siete arrivati a quest’ultima riga.

A presto

Cristina

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